Un’impresa che va oltre lo sport, una testimonianza di passione e dedizione. A 70 anni, compiuti lo scorso 10 aprile, Vito Pagano è tornato a calcare il parquet con la maglia della storica Vis Squinzano, scendendo in campo per una partita ufficiale di Seconda Divisione maschile. Sabato 3 maggio, durante l’ultima giornata di campionato contro la Bee Volley Lecce, partita giocata al Pala Fefè De Giorgi di Squinzano, Pagano ha partecipato a tre scambi che hanno chiuso il terzo set e sancito il successo per 3-0. Il ritorno del tecnico sul campo da gioco ha regalato emozioni uniche alla squadra e al pubblico presente.

Vito Pagano non è un volto qualunque nel mondo della pallavolo pugliese. Da giocatore, ha militato nella Serie A negli anni d’oro della Vis Squinzano, condividendo il campo con il giovane Fefè De Giorgi, oggi CT della Nazionale Italiana. De Giorgi ha ricordato quegli anni con affetto: “Di Vito Pagano ricordo che ho iniziato quando loro erano in prima squadra di Serie B e giocavano alla villa comunale. Erano i nostri punti di riferimento. Vito era palleggiatore, una figura di riferimento per noi giovani. Poi ho avuto la possibilità di entrare a far parte della squadra della Serie B quando ero giovane e ci allenavamo insieme. Vito era un grandissimo, e lo è ancora: uno che a 70 anni entra in campo è uno che ha sempre avuto una cura maniacale atletica e fisica. Questo gli ha permesso di avere una carriera lunghissima. Ho dei bei ricordi.”

Il rientro in campo è stato fortemente voluto dai suoi ragazzi, che lo hanno convinto a indossare la maglia e a partecipare all’ultima gara. “Ho fatto 70 anni il 10 aprile e i miei giocatori mi hanno sollecitato, pregato a tornare in campo per fare qualche alzata. Ero titubante, ma visto che era l’ultima giornata, mi hanno fatto la maglietta e ho fatto l’ingresso. Ho alzato e l’azione si è chiusa positivamente. Ho chiesto: ‘Per piacere, non mi fate correre’, e ho alzato preciso. La prima ho dovuto correre un po’ e ho alzato in bagher. La seconda l’ho palleggiata in zona 3, ho alzato al centro e si è chiusa anche positivamente. Dopo la partita mi hanno festeggiato, abbiamo fatto la foto di gruppo: mi ha fatto un enorme piacere. Quando entri in campo, giochi a memoria: manca la parte fisica, ma a memoria saprei ancora giocare. È stata una bella emozione, fare l’ingresso con loro, il saluto… cosa che ho fatto centinaia di volte nella mia carriera.”

Pagano ha iniziato a giocare all’età di 13 anni, quando nel 1968 è stata fondata l’attuale Vis Squinzano. Già a 20 anni, mentre giocava, allenava i più giovani, e dal 1975 è diventato ufficialmente allenatore. Il primo a guidarlo nel mondo della pallavolo è stato Lello Carbone: “Lui ha avviato il tutto, ci ha fatto vedere come ci si allena”, ricorda Vito. Nel 1976/77 ha contribuito alla promozione in Serie B con la Vis Squinzano e ha giocato un anno in Serie A nel 1980/81 come terzo palleggiatore. “Fefè era già un talento: il primo ad arrivare in palestra e l’ultimo ad andarsene”, ricorda Vito. “Il papà di Fefè dice sempre che a casa aveva fatto diventare il muro nero, palleggiandoci continuamente contro”.

Attualmente, Vito Pagano è referente del settore scuola promozione per il Comitato Territoriale FIPAV Lecce. La Vis Squinzano, da lui allenata, è attualmente impegnata nei play off promozione di Seconda Divisione maschile e, dopo aver vinto la gara di andata contro Marittima per 3-0, giocherà il ritorno sabato 17 maggio: in caso di vittoria sarà promozione in Prima Divisione.

Curiosità: i veterani della Serie A e di altri sport

Nella storia della Serie A di pallavolo maschile, ci sono stati altri esempi di longevità sportiva. Tra i più longevi in campo, spicca Pierluigi D’Angelo, che a 54 anni e 80 giorni ha giocato per Messaggerie Bacco Catania contro Club Italia Crai Roma nel 2017. Tra gli altri veterani figurano Natale Monopoli (47 anni e 326 giorni), Cristian Casoli (47 anni e 24 giorni), Andrea Masini (47 anni e 21 giorni) e Daniele Sottile (45 anni e 260 giorni).

In altri sport, esempi di longevità non mancano: il cavaliere australiano Andrew Hoy, a 62 anni, ha vinto due medaglie olimpiche a Tokyo 2021. Nel calcio, il giapponese Kazuyoshi Miura ha giocato a livello professionistico fino a 57 anni. Nell’atletica, il polacco Stanisław Kowalski ha corso i 100 metri a 105 anni, mentre la ginnasta tedesca Johanna Quaas, a oltre 90 anni, ha partecipato a competizioni ufficiali. Questi esempi dimostrano come la passione e la dedizione possano sfidare il tempo.

L’impresa di Vito Pagano dimostra come la passione per la pallavolo non conosca età. La sua determinazione e il suo amore per lo sport continuano a essere fonte di ispirazione per i giovani atleti e per tutto l’ambiente sportivo locale. “Rimango fedele al principio dell’umiltà e dell’impegno. Lo sport è soprattutto questo: sorridere, stare insieme e crescere insieme”, conclude Pagano.

Previous article10-05-2025: #fipavpuglia – Final Four Regionale U15M a Castellana Grotte, in palio due pass per Fondi-Gaeta
Next article12-05-2025: #fipavpuglia – Nota del CR FIPAV Puglia
Fabrizio D'Alessandro
Responsabile comunicazione CR FIPAV Puglia