Alcuni giorni fa gli organi di stampa, nazionali e locali, hanno diffuso la notizia relativa all’irrogazione della misura cautelare in carcere emessa dal GIP di Trani ai danni di un tecnico di pallavolo appartenente al nostro movimento regionale, per presunti abusi sessuali compiuti nello svolgimento della sua attività.
Lo stato del procedimento, ancora nella fase delle indagini preliminari, ci impone di astenerci dall’esprimere dei giudizi nei confronti della persona indagata, essendo la sua posizione ancora al vaglio della magistratura, verso cui riponiamo la massima fiducia e che, siamo certi, saprà fare chiarezza su quanto accaduto.
Tuttavia, si è ben consci che la gravità delle contestazioni formulate sia quantomeno idonea a diffondere nel movimento locale e soprattutto nelle atlete e atleti e nei loro genitori, sentimenti di insicurezza che potrebbero minare l’operato di quanti, invece, lavorano con passione, dedizione e nel rispetto delle regole.
In quest’ottica – fermo restando la volontà di perseguire con tutti i mezzi chi dovesse risultare responsabile di reati di tal tipo e nella consapevolezza che l’intero mondo del volley regionale è composto da operatori appassionati che agiscono nel rispetto delle leggi e dei principi etici e morali della società civile – appare quantomai opportuno evidenziare il lungimirante impegno del nostro Consiglio Federale e del legislatore nazionale che, con interventi mirati, hanno introdotto degli strumenti importanti, finalizzati alla tutela dei minori da violenze e abusi, e nell’ottica di garantire in ambito sportivo il benessere e la sicurezza di tutti i partecipanti e soprattutto dei soggetti vulnerabili.
Ci riferiamo ai molteplici adempimenti, già previsti dal Consiglio Federale e contenuti nel codice etico e nell’addendum contro la violenza sui minori, e soprattutto all’obbligo per le società di acquisire il certificato del casellario giudiziario per tutti coloro che operano a contatto con i minori, oltre che all’istituzione del Safeguarding, ossia di quella figura appositamente deputata, in ambito societario, a vigiliare per garantire un ambiente sicuro in cui tutti possano partecipare alle attività senza timore di subire danni fisici ed emotivi.
Il tutto senza omettere di considerare quanto di recente approvato dal nostro Consiglio Federale relativamente alla partecipazione della Federazione a tutti i procedimenti penali in tema di abusi sessuali, mediante la costituzione di parte civile.
E’ in momenti come quello attuale in cui si tocca con mano la bontà di tali misure, spesso ingiustamente considerate quali meri adempimenti volti ad appesantire l’attività delle società e che, invece, se correttamente considerate, sono idonee a qualificare l’attività di tutti coloro che operano con serietà e nel rispetto delle regole, ponendoli al riparo dal rischio di essere travolti da situazioni esterne a loro non riferibili.
Cordiali saluti
Il Presidente FIPAV Puglia
Paolo Indiveri





