Un luogo che rinasce per lo sport e si carica di un significato ancora più profondo. La nuova tensostruttura di via degli Ulivi a Barletta, recentemente affidata in gestione alla Nelly Volley Barletta, sarà intitolata a Federica De Luca e al piccolo Andrea, diventando simbolo concreto dell’impegno della pallavolo pugliese nella lotta contro la violenza di genere.
La decisione è stata ufficializzata sabato 28 marzo, in occasione della prima gara casalinga della formazione barlettana impegnata nel campionato di Serie C femminile, alla presenza del sindaco Cosimo Cannito, degli assessori Massimiliano Dileo (Sport) e Oronzo Cilli (Cultura), del senatore Dario Damiani e del consigliere regionale Marcello Lanotte.
L’impianto, restituito alla città grazie all’affidamento alla Nelly Volley guidata dal presidente Francesco Falconetti, rappresenta oggi un nuovo polo sportivo e aggregativo per il territorio. «Come amministrazione ci siamo battuti per salvare una struttura comunale dal degrado – ha sottolineato l’assessore allo sport Massimiliano Dileo – con l’obiettivo di restituirla alla comunità come luogo di aggregazione non solo sportiva. Ci siamo riusciti e abbiamo fatto di più».
Accogliendo la richiesta del Comitato Regionale Puglia della Federazione Italiana Pallavolo, condivisa e sottoscritta dai genitori di Federica, Enzo De Luca e Rita Lanzon, la struttura porterà il nome della giovane arbitra pugliese e del figlio Andrea, vittime di femminicidio. Un gesto che trasforma l’impianto in un luogo simbolico, capace di parlare alle nuove generazioni.
«La struttura sarà anche un presidio educativo di contrasto ad ogni forma di violenza di genere – ha aggiunto Dileo – un luogo in cui bambini e ragazzi possano crescere nel rispetto e nell’amore verso il prossimo».
Grande emozione anche nelle parole della Vice Presidente del CR FIPAV Puglia Marilena Petronelli:
«È motivo di grande emozione poter dare il nome di Federica e Andrea a questa struttura. È un segno concreto nel percorso contro la violenza di genere che la pallavolo pugliese porta avanti da sempre. Nell’abbraccio ai genitori Enzo e Rita vogliamo ribadire il nostro impegno al loro fianco. A dieci anni da quella tragedia, continuiamo con forza a portare avanti questa battaglia, perché il nome di Federica e Andrea risuoni come simbolo di contrasto a una problematica ancora troppo attuale».
La tensostruttura di Barletta diventa così non solo uno spazio dedicato allo sport, ma anche un punto di riferimento culturale e sociale, capace di unire memoria, educazione e futuro nel segno dei valori della pallavolo.





