Vincenzo Fanizza, coordinatore tecnico del settore giovanile maschile reduce dall’estate azzurra, coronata dall’oro mondiale U17 in Bulgaria, analizza la stagione tra risultati e lavoro svolto sul territorio.
L’intervista video -> https://youtu.be/0JDeapWkmqU?feature=shared
- L’oro U17 ha chiuso la stagione azzurra che è partita da lontano. Cosa rappresenta questa medaglia d’oro mondiale?
Stiamo realizzando quello che abbiamo fatto, effettivamente è stato un risultato molto importante, che ha racchiuso tante emozioni. Abbiamo veramente fatto delle belle partite, delle belle rimonte. Questi ragazzi hanno fatto un percorso importante, iniziato qualche mese fa a Camigliatello Silano, dopo il Trofeo delle Regioni. Ho iniziato personalmente a lavorare con loro dal 3 agosto, di rientro dall’Europeo U22 e U18. Abbiamo svolto un lavoro quotidiano insieme allo staff, ho dato un piccolo contributo anche per la crescita di questi ragazzi, più portiamo esperienza a questi giovani più diamo tutti un piccolo contributo nel loro percorso.
Abbiamo fatto un premondiale giocando tre partite con una certa intensità con Brasile, Iran e Bulgaria, giocando quattordici set e crescendo tanto.
Nella prima partita del mondiale, con Cuba abbiamo vinto il primo set, perso il secondo e poi ci siamo sbloccati vincendo 3-1. Nella seconda con Porto Rico è andata meglio, abbiamo fatto una buona pallavolo. La partita che ci ha fatto credere nelle nostre potenzialità secondo me è stata quella del girone con l’Argentina, con cui abbiamo perso il primo set e poi abbiamo vinto gli altri tre. Negli ottavi abbiamo battuto il Messico prima della grande vittoria dei Quarti al tie break con l’Iran, ribaltata dopo esser stati sotto 2-1 e 23-20 nel quarto set, vinto 26-24, vittoria che ci ha fatto capire tante cose con i ragazzi abituati a lottare su ogni palla, credendo sempre più nelle nostre potenzialità, i
La semifinale con Cina Taipei è stata perfetta, giocare contro squadre asiatiche non è facile ma siamo stati molto ordinati lavorando bene nella parte di studio. In Finale poi abbiamo ritrovato l’Argentina, rigiocare con una squadra che hai già incontrato non è facile ma ci ha aiutati sicuramente la reazione avuta già con l’Iran, ripetendola e riuscendo a ribaltare il risultato vincendo al tie break.
E’ stata una vittoria meritata, un bel percorso di crescita. I complimenti li faccio a tutto lo staff, staff medico, preparatore, tutti i dirigenti che ci hanno seguito e sono stati con noi, ma soprattutto ai ragazzi che hanno lottato su ogni palla e amano la maglia azzurra.
Ho detto loro prima che partissero che adesso viene il bello, bisogna godersi tutti i momenti ma questo ci deve servire da stimolo per continuare a lavorare nei club. Merito di questi risultati va dato in buona parte proprio alle società che che lavorano con loro e fanno tanto tanto per far crescere questi ragazzi, facendoli appassionare nel nostro bellissimo sport.
- Dal lavoro sul territorio all’esultanza mondiale di Manuel Zlatanov, cosa c’è nel mezzo?
Partiamo dall’esultanza di Zlatanov, premiato meritatamente MVP del torneo, resteranno le immagini della sua esultanza dopo una grande vittoria di squadra. Questa esperienza gli servirà molto, continuando a lavorare così come ha fatto, e sicuramente lo farà molto bene a Ravenna quest’anno, grazie anche alla presenza nello staff di Saverio Di Lascio, membro del nostro staff in nazionale, troverà la giusta continuità nella crescita.
Per quanto riguarda tutto quello che abbiamo fatto con le altre nazionali, abbiamo conquistato due medaglie d’argento europee con l’U18 e con l’U22 dopo un bellissimo percorso, con un pò di rammarico sull’esito dell’Europeo U22, che per un episodio dubbio sarebbe potuto essere diverso, va comunque dato merito alla Francia.
E’ importante segnalare la presenza di Bovolenta, Porro e Laurenzano, tre giovanissimi, facenti parte dell’U22, alle Olimpiadi di Parigi nel gruppo della seniores. E’ nostro compito essere collante fra la seniores e la struttura giovanile, più atleti pronti per la seniores ci sono e più siamo felici tutti, vuol dire che ci sarà sempre un ricambio, dando sempre ampia scelta al Direttore Tecnico (Fefè De Giorgi ndr.). Va dato merito a Luca Loreti, Lorenzo Magliano e Tommaso Barotto, ben inseritisi nel gruppo U22 al posto dei tre “olimpici”.
Il progetto Club Italia allargato è stata una bellissima iniziativa, fortemente voluta dal Presidente Federale al fine di essere sempre più presenti sul territorio. Insieme al Direttore Tecnico abbiamo avuto un confronto importante con 625 allenatori di tutta Italia, motivo di crescita e dialogo potendo visionare tantissimi ragazzi.
Obiettivo quindi dare continuità al movimento, senza pensare solo alle medaglie.
- Come proseguirà il lavoro?
Continueremo a lavorare in palestra, con le società, porteremo avanti il progetto Club Italia allargato e i processi selettivi, dopo ovviamente aver rifiatato un attimo. Entro fine settembre faremo il punto della situazione insieme al Direttore Tecnico, con il Consiglio Federale, pensare a nuove iniziative per portare sempre qualcosa in più per il miglioramento del movimento.
Dare continuità a tutto quello che è andato bene è la cosa più importante. È ovvio che dobbiamo cercare di non accontentarci.





