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06-02-2017: #fipav - Presentata a Milano la squadra di Cattaneo per la corsa alla presidenza FIPAV

La squadra che sostiene la candidatura alla presidenza FIPAV di Bruno Cattaneo. C'è anche il pugliese Giuseppe Manfredi in corsa per la carica di Vice Presidente.

 

“Abbiamo compiuto dei passi avanti eccezionali, adesso vogliamo compierne altri. Faremo della pallavolo il meglio che si possa fare”. Con queste parole Bruno Cattaneo ha chiuso questa mattina, alla Triennale di Milano, la presentazione della squadra che si presenterà alla prossima assemblea elettiva di Rimini con l’obiettivo di governare la Federazione Italiana Pallavolo nel quadriennio 2017-2020. Insieme a Cattaneo erano presenti Adriano Bilato e Giuseppe Manfredi, candidati alla carica di Vicepresidente, e i candidati Consiglieri Francesco Apostoli, Beppino Mazzon, Guido Pasciari, Catia Pedrini, Gianfranco Salmaso, Franco Bertoli (consigliere atleti) e Gianfranco Tomasello (consigliere tecnici). Assenti per impegni professionali Davide Anzalone e Ferruccio Riva, e per ragioni personali Francesca Piccinini, che ha comunque voluto esprimere la sua vicinanza agli altri candidati con un videomessaggio proiettato nel corso della mattinata. L’incontro è stato moderato da Lorenzo Dallari.

Di fronte alla folta platea del teatro Agorà, composta da addetti ai lavori, rappresentanti dei media e semplici appassionati, Bruno Cattaneo ha esordito ricordando le principali motivazioni della sua candidatura: “Negli ultimi trent’anni la pallavolo in Italia è cresciuta tantissimo, abbinando il radicamento sul territorio a una qualità tecnica eccellente. Ognuno ha dato il suo contributo per costruire questo patrimonio, che ora dobbiamo preservare e far crescere ulteriormente. Il volley italiano merita di più, per lo spettacolo che offre in campo, ma anche per l’entusiasmo e la partecipazione che il suo pubblico dimostra: dobbiamo tenerne conto e farci valere per conquistare un ruolo più importante nello sport italiano”.

“Insieme per il cambiamento” è la frase scelta per presentare la corsa alla presidenza: “Insieme siamo riusciti a ottenere grandi risultati – spiega Cattaneo – e solo insieme si possono portare avanti interessi comuni nel nome della pallavolo. Due sono gli ingredienti fondamentali: da una parte l’esperienza e la conoscenza del mondo federale, dall’altra l’entusiasmo e la volontà di innovare. Il metodo di lavoro deve essere quello del confronto, della condivisione e del dialogo, perché tutti possono portare qualcosa di utile. Per questo e per senso di responsabilità abbiamo cercato di mantenere l’unità del Consiglio federale nel corso dell’anno olimpico, anche se non sempre è stato facile. Ora non mi interessa parlare del mio avversario, che del resto è anche un mio amico; preferisco parlare di ciò che deve essere cambiato e delle risorse che vanno valorizzate”.

Il candidato vicepresidente Adriano Bilato ha posto poi l’attenzione sul tema del calo nei tesseramenti: “La flessione che c’è stata non è così lieve come sostiene Carlo Magri. Negli ultimi 4 anni nel settore maschile abbiamo perso 12.942 atleti maschi, quasi il 17% del totale, e consequenzialmente 236 squadre, senza parlare di oltre 400 società che hanno chiuso i battenti dal 2010 a oggi. Dobbiamo mettere mano a questo settore, non più con interventi spot ma con una programmazione a medio e lungo termine, e con specifici incentivi alle società che fanno attività nel maschile; fondamentale sarà anche il buon rapporto con la Lega Pallavolo Serie A”.

Sui temi del Beach Volley e dei grandi eventi si è concentrato invece l’intervento di Giuseppe Manfredi: “Dobbiamo fare qualcosa in più per il reclutamento nel Beach Volley, cercando di sviluppare il settore giovanile. Non possiamo pensare di continuare a sostenere le nostre Nazionali con la naturalizzazione di giocatori provenienti dall’estero. I grandi eventi sono un volano importante per il nostro sport – ha proseguito Manfredi, vicepresidente uscente – e dobbiamo continuare a farli, ma è necessario che lascino qualcosa in più sul territorio. Anche l’attività delle Nazionali deve essere programmata in maniera più omogenea in tutto il paese”.

“Per realizzare tutti i punti del nostro programma – ha ricordato Francesco Apostoli – è fondamentale il reperimento delle risorse. Oggi il bilancio federale ha un valore di circa 43 milioni di euro, di cui il 12% è costituito da contributi del Coni, ma il resto viene integralmente da società e sponsor. È essenziale quindi pianificare la disponibilità di risorse per i prossimi anni, per fare sì che l’attività continui a essere sostenibile anche in futuro, e prestare attenzione alle piccole società, alla periferia, a chi fa attività nel Minivolley”.

Da un concetto analogo prende le mosse anche Beppino Mazzon: “La possibilità di arrivare anche nei piccolissimi centri, grazie alla forte autonomia dei Comitati locali, è una grande risorsa che solo la nostra Federazione possiede, e siamo sicuri che la riforma territoriale approvata lo scorso anno migliorerà ancora le cose. Quasi il 50% del nostro bilancio proviene dalle società: per capire le loro esigenze e i loro interessi dobbiamo essere in grado di ascoltare le nostre strutture periferiche. In più dobbiamo migliorare la qualificazione dei dirigenti, in primo luogo quelli federali: l’età media si sta innalzando troppo e non c’è sufficiente ricambio”.

Sulla situazione degli impianti nel Mezzogiorno è intervenuto Guido Pasciari: “Al Sud ci sono già molte strutture che potrebbero essere utilizzate e non sono mai state prese in considerazione, così come potrebbero essere realizzati centri federali nuovi per discipline come il Sitting Volley, che deve essere maggiormente seguito e programmato”. Pasciari ha poi spiegato le ragioni della sua candidatura: “In questa squadra ho trovato passione, cuore e voglia di collaborare. Io credo in queste persone e sono convinto che le cose si potranno fare: non è con le promesse e l’individualismo esasperato che si vincono le elezioni”.

Anche a Catia Pedrini è stato chiesto di motivare la sua scelta: “Non lo avrei mai creduto possibile – ha detto la presidente del Modena Volley – ma Bruno mi ha convinto che da me si aspettava la volontà di portare avanti un percorso di rinnovamento a tutto tondo. Voglio portare la mia esperienza di imprenditrice e presidente, la mia buona fede, l’entusiasmo e la passione per questo sport. In particolare voglio promuovere la collaborazione con le Leghe: ho sempre trovato incomprensibili la lontananza e addirittura, in alcuni casi, la contrapposizione tra Lega e Federazione. Abbiamo bisogno di una totale cooperazione per uscire dalla nicchia di visibilità e comunicazione in cui ci troviamo; servono inoltre progetti integrati di comunicazione e marketing, attenzione alla formazione dei giovani dirigenti, aiuti concreti alle società impegnate nel settore giovanile”.

Gianfranco Salmaso spiega così la decisione di ricandidarsi con una nuova lista: “Ero arrivato in Federazione con l’entusiasmo di chi vuole discutere i problemi delle società e invece mi sono ritrovato a parlare quasi sempre di Nazionali, grandi eventi e bilanci. Un bel giorno ho pensato “io non ci sto più” e ho provato a ragionare su qualcosa di nuovo. In questi anni c’è stato troppo distacco dalle società: bisogna tornare a parlare della vera pallavolo”.

“Mi sono impegnato con Bruno – dice Franco Bertoli – per mettere a disposizione la mia competenza con impegno, serietà e passione. Il nostro primo obiettivo deve essere la promozione dei valori della pallavolo: aggregazione, autodisciplina, salute non sono solo parole, ma hanno un significato etico e anche economico, generato dall’attività delle società. Il nostro sport dà ricchezza al territorio e questo lo dobbiamo far sapere: marketing e comunicazione devono parlare di questi concetti”.

In chiusura l’intervento di Giacomo Tomasello, mirato sul tema della formazione: “Gli allenatori devono essere più competenti, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello psicologico. Troppo spesso le società fanno gestire le generazioni più giovani a tecnici non altamente qualificati: questo è assolutamente sbagliato, perché è proprio all’inizio della carriera di un giocatore che gli allenatori possono fare la differenza. Abbiamo bisogno di nuova linfa e idee nuove per il movimento: io personalmente cercherò di diventare il portavoce del miglioramento, confrontandomi con chi è più esperto di me”.

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